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Il giardino del Casino di Sotto

Il giardino del Casino di Sotto (Novellara)

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Proprietà privata

Foto di Marida Brignani

Al confine ovest dell'abitato di Novellara dirigendosi verso Guastalla lungo la via d'Azelio si trova, sulla destra, il Casino di Sotto, posto tra le prime case del paese a est e la campagna coltivata a nord e a ovest. All'edificio sono connessi circa due ettari e mezzo di terreno, rimanenza della tenuta di venti ettari che apparteneva ai Gonzaga. La proprietà è schermata dalla strada per Guastalla da una siepe di bosso e l'accesso all'edificio, che ha impianto pressoché a "L" e il corpo principale est-ovest caratterizzato da una loggia passante a tre fornici oggi vetrata, avviene tramite un viale delimitato da due filari di platani, che ribatte il tracciato di quello cinquecentesco e scandisce simmetricamente il giardino. I filari, affiancati a ovest da abeti rossi e a est da pioppi cipressini, s'interrompono in corrispondenza della recinzione che dal 1920, quando s'interrò l'originario fossato, delimita il giardino prossimo all'abitazione; oltre il cancello a destra del viale vi è un frutteto e a sinistra un prato con alberi, delimitato verso la campagna da un filare di ippocastani. Di fronte al Casino crescono un cedro del libano, alcuni tassi, dei pini neri e una magnolia quasi centenaria. La facciata nord dell'edificio si apre su un'altra porzione di giardino la cui profondità risulta dimezzata rispetto all'originaria: un prato alberato con due noccioli centenari ai lati della scalinata che sale alla loggia. L'impianto attuale del giardino rispecchia ancora a grandi linee quanto realizzato nel 1910 da un architetto piemontese su committenza della famiglia Lombardini e le successive modifiche degli anni '20. Eletto dai Gonzaga a dimora preferita, il Casino di sotto – già ricordato in alcuni documenti del 1502 e interessato da varie campagne di lavori – era circondato da un'area a giardino con peschiere, scandita da viali delimitati da spalliere e pergolati, statue e vasi di fiori o d'agrumi e, oltre il fossato, da terreni, ricavati dalla bonifica delle valli del Crostolo, in parte a coltivo e in parte a bosco. La perdita dell'assetto gonzaghesco delle aree a verde, già rivisitato nel '700 per volere di Maria Teresa Cibo d'Este, si ebbe nell''800 quando i Raynouard decisero di ridurre a terra coltiva i giardini e i boschi della proprietà.

(tratto da S. Torresan, Il giardino del Casino di Sotto, in I giardini dei Gonzaga 2018, pp. 459-461)

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