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I giardini di Palazzo Ducale

I giardini di Palazzo Ducale (Mantova)

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Proprietà Pubblica: Complesso museale di Palazzo Ducale

Foto Luigi Briselli

Il Palazzo Ducale di Mantova include numerosi spazi aperti: alcuni cortili e cinque giardini, due dei quali pensili, ricomposti nel corso del '900 ma che ricalcano quelli storici dei Gonzaga. Nulla resta invece del giardino pensile della Palazzina della Paleologa demolita a fine '800. Nell'area di Corte Vecchia vi sono quattro giardini. Il più antico, il Giardino del Padiglione poi dei Semplici, un quadrato di 2900 metri quadri, è connesso alla quattrocentesca Domus Nova e circondato sugli altri lati dagli appartamenti delle Metamorfosi e della Rustica, da uno stretto corpo porticato, verso il lago, e da un muro di cinta affiancato da piante di thuia. È circondato da un viale, con piante in vaso, e da un'aiuola lunga e stretta delimitata da siepi di bosso e coltivata con giaggioli azzurri; l'area centrale è scandita da viali ortogonali, al cui incrocio si trova una vasca a raso con piante acquatiche, in quattro aiuole quadrate, con al centro un tasso e ai quattro angoli melograni, suddivise da siepi di bosso in aiuole più piccole coltivate con specie aromatiche, officinali e alimentari. L'impianto risale al 1981 e ripropone il disegno del Giardino dei Semplici, perduto ante 1775, dovuto al fiorentino Zenobio Bocchi che nel 1603 ne diede alle stampe la pianta; questo aveva sostituito il precedente giardino suddiviso sempre in quattro riquadri ma coltivati a frutteto. Il giardino oggi detto Cortile d'onore, un'area di 1160 metri quadri, è porticato su due lati e racchiuso tra la trecentesca Magna domus e corpi di fabbrica riplasmati nel XVII e XVIII secolo. La sua sistemazione attuale, esito di un intervento degli anni '30 del '900, vede lo spazio suddiviso da viali perpendicolari in quattro grandi aiuole, delimitate da siepi di bosso, tenute a prato, con un platano al centro e agli angoli bossi potati a palla. In origine era il giardino, detto dela logia delle Cità, dell'appartamento di Federico II trasformato a partire dal 1519-20 da Isabella d'Este nel proprio appartamento vedovile, che ella volle abbellire anche con un giardino segreto. Questo spazio rettangolare di 80 metri quadri, ripristinato nelle antiche forme con il restauro degli anni '30 del '900, è racchiuso da muri ritmati da semicolonne e da nicchie che in origine ospitavano statue della collezione di Isabella e concluso da una loggetta tripartita. Due vialetti diagonali, con una vasca circolare all'incrocio, suddividono l'area in aiuole trapezoidali bordate da siepi di bosso, con un albero da frutto al centro e agli angoli dei lati lunghi un bosso potato a palla. L'ultimo giardino in Corte Vecchia, anch'esso connesso alla Magna Domus, è il Giardino pensile, accessibile direttamente dal piano nobile attraverso la sala nova, poi dei Fiumi, l'anticamera di rappresentanza dell'appartamento guglielmino, realizzato tra gli anni '70 e '80 del '500, uno spazio di 775 metri quadri circondato sui tre lati liberi da portici colonnati; al centro del lato di fondo svetta il Kaffeehaus, che nel '700 sostituì una grotta con fontana. Il giardino è scandito da viali, ornati da piante in vaso, che ritagliano al centro una piccola aiuola quadrata disposta sulle diagonali, con fontana centrale, e quattro grandi aiuole bordate da siepi di bosso, tenute a prato con piante di rose. L'altro giardino pensile, detto Giardino dei Cani, è in Corte Nuova ed è circondato dall'Appartamento di Troia (1536-1539) e dall'Appartamento di Guglielmo (1551-61); a questo spazio di 140 metri quadri dalla forma di un trapezio rettangolo si accede dalla loggetta a serliana dell'Appartamento di Troia e la sua conformazione si deve a restauri del 1925-30. È scandito da vialetti perimetrali e diagonali in quattro aiuole trapezoidali delimitate da siepi di bosso, che presentano differenti specie di piante perenni e, sugli angoli del lato lungo, un bosso potato a palla. Quello che oggi è un giardino chiuso prima della realizzazione dell'Appartamento di Guglielmo era una sorta di terrazza-belvedere affacciata sul lago, che faceva da contrappunto al giardino grande da basso posto tra l'Appartamento di Troia e la Rustica, poi trasformato nel Cortile della Mostra destinato a spettacoli equestri e oggi tenuto a prato. Infine dalle finestre dell'Appartamento di Guglielmo si scorge, ai piedi del palazzo, ciò che resta del Baluardo della Pallata, il cinquecentesco approdo delle barche di corte, che dopo gli interventi del 1587 fu sistemato a giardino geometrico. Oggi i 5500 metri quadri dell'ex baluardo, ormai completamente interrato, sono scanditi in cinque aiuole a prato e delimitati in parte da un basso muro e in parte da una siepe di ligustro.

(tratto da P. Carpeggiani, I giardini di Palazzo Ducale, in I giardini dei Gonzaga 2018, pp. 260-283)

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