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Mantova - Palazzo d’Arco

Il giardino del Palazzo dei Gonzaga presso il monastero di San Francesco, oggi Palazzo d’Arco (Mantova)

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Proprietà privata, aperto al pubblico

Foto Luigi Briselli

Sull'ampia piazza intitolata a Carlo D'Arco, si affaccia l'elegante prospetto neoclassico del palazzo, eretto in Fondazione per volontà dell'ultima discendente. La casa-museo presenta oggi le forme disegnate dall'architetto Antonio Colonna, chiamato dal conte Giovan Battista Gherardo d'Arco nel 1783 a rinnovare l'aspetto dell'edificio derivato dall'unione di varie fabbriche, fra le quali alcuni edifici appartenuti dal XVI secolo ai Gonzaga e oggi affacciati sul giardino interno, come la famosa Sala dello Zodiaco attribuita a Giovanni Maria Falconetto e alla committenza di Luigi Gonzaga fra il 1518 e il 1522.
Se nella seconda metà del Cinquecento non risultava che la proprietà fosse corredata da un un'area verde, ma si coltivassero agrumi in cassa nella corticella, un giardino di committenza gonzaghesca si ebbe certamente entro la metà del secolo successivo. Lo si ritroverà rappresentato nella 1778 suddiviso in due riquadri da file parallele di siepi con al centro altre specie ornamentali. La mappa Raineri del 1831 lo rappresenta quadripartito da vialetti e affiancato da un altro giardinetto con al centro un'aiuola.
Nel 1851 il Genio Militare austriaco occupò una parte del giardino, separandola con un muro dal rimanente, e rese stabile il vincolo che vi passasse il percorso di ronda.
Dal 1874 – e ancora nel 1881 e nel 1935 – si susseguirono alcune demolizioni per ampliare e trasformare gli spazi verdi preesistenti in un giardino romantico. Furono messe a dimora varie specie vegetali, in buona parte ancora esistenti, impiegando gli elementi decorativi in pietra della fabbrica demolita per simulare le rovine.
Il giardino è oggi esteso per circa 3.000 metri quadri ed ha inglobato anche il giardino del confinante palazzo Chieppio, pur rimanendo completamente nascosto alla vista dall'esterno. È scandito da vialetti e suddiviso principalmente in tre aree: quella centrale che si sviluppa in asse con l'esedra; la porzione occidentale, sulla quale si affaccia la limonaia, caratterizzata da alberi e in parte dedicata alle piante officinali e aromatiche; la porzione orientale, arricchita dai marmi antichi, dove meglio si conserva l'impianto romantico.

(tratto da L. Valli, Il giardino del Palazzo dei Gonzaga presso il monastero di San Francesco, oggi Palazzo d’Arco, in I giardini dei Gonzaga 2018, pp. 314-320)

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