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Villa Paralupi

Il giardino di Villa Paralupi (Luzzara)

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Proprietà privata

Foto Luigi Briselli

La Corte Maso o Villa Paralupi sorge lungo l'omonima via comunale, in direzione di Guastalla. La costruzione della villa risale al XVI secolo e, secondo l'Affò, fu una palazzina di caccia dei Gonzaga di Luzzara, con parco e giardino.
L'impianto attuale è ascrivibile ai secoli XVIII-XIX, benché il corpo centrale della villa risalga al Cinquecento. Le modifiche all'edificio e alle stalle iniziarono nel 1682, con don Giovanni Battista Spinelli. Il Maso era passato infatti alla famiglia Spinelli di Guastalla fin dal 1632 e ad essa rimase fino al 1772, quando i Paralupi lo ereditarono.
Alcuni dei fabbricati colonici e la cappella di famiglia vennero eretti da Giuseppe Paralupi e dal figlio Bartolomeo ai primi dell'Ottocento, come i corpi laterali della villa. Le serre per gli agrumi vennero costruite invece dall'agronomo Carlo Paralupi (1821-1890), primo sindaco eletto di Luzzara, di cui è tutt'ora visibile un busto marmoreo nel giardino della villa. Alla sua competenza botanica si fa risalire anche l'impianto attuale del giardino del quale, soprattutto in primavera e in autunno, si coglie la raffinata composizione cromatica dei fogliami.
Oggi l'ingresso principale della villa affaccia su via Malgarine, inquadrato dalla prospettiva di un lungo viale di pioppi, al termine del quale, tramite un ponte, si supera il fossato che lo cinge. La proprietà era infatti circondata da un doppio anello di canali (ancora in parte visibili) di cui il più ampio lungo i confini della proprietà e il minore attorno al parco della superficie di circa 9.000 metri quadrati.
L'attuale giardino, ripreso tra la fine degli anni Ottanta ed i primi anni Novanta del XX secolo presenta grandi Taxodium distichum (L.) Rich., disposti in filari lungo il fossato a formare un'esedra e annose piante, esotiche e autoctone. La parte centrale del giardino è costituita da un prato all'inglese che ha in parte sostituito piante non recuperabili.
La corte rimase di proprietà Paralupi fino alla morte, nel 1963, di Maria Ferrari, vedova di Valente Paralupi, che la lasciò alla cattedrale di Guastalla. La villa, il parco e le stalle sono state, nel 1976, set del film Novecento di Bernardo Bertolucci.

(tratto da S. Torresan, Il giardino di Villa Paralupi, in I giardini dei Gonzaga 2018, p. 455)

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